Azienda Usl di Piacenza
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Ictus: non solo l’emergenza. Cura, riabilitazione e qualità della vita al centro
Dietro ogni #ictus c’è molto più di un’emergenza: c’è un percorso lungo, complesso, che coinvolge mobilità, linguaggio, emozioni, alimentazione e relazioni. E ci sono bisogni che spesso restano nascosti: incontinenza, problematiche sessuali, dolore, malnutrizione e cambiamenti psicologici.
Per rispondere a questa complessità serve un lavoro integrato: neurologi, fisiatri, logopedisti, psicologi, terapisti della riabilitazione, terapisti occupazionali, neuropsicologi, infermieri e operatori socio sanitari che collaborano ogni giorno per accompagnare le persone nel recupero.
Recentemente i professionisti dell’Ausl di Piacenza hanno dedicato una giornata di approfondimento ai temi più attuali per migliorare i percorsi di cura sotto la regia di Roberto Antenucci e Giuseppe Rocca. Si è parlato di diagnosi sempre più precoce grazie a nuove tecnologie e intelligenza artificiale, di riabilitazione motoria e cognitiva basata su neuroplasticità e evidenze aggiornate; gestione del dolore e della fase di cronicità; attenzione alla medicina di genere; terapie emergenti, come quelle anti-amiloide; impatto dei farmaci sul recupero e supporto ai bisogni meno visibili ma decisivi per la qualità della vita
Spazio anche al ruolo delle associazioni, con l’esperienza di
ALICe Piacenza ODV, Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale, che affianca i pazienti nella quotidianità con attività motorie, cognitive, logopediche e sostegno ai caregiver.
La testimonianza che ha commosso tutti: un uomo di 73 anni, colpito da ictus e afasia, che grazie a un percorso riabilitativo complesso è riuscito a realizzare il suo sogno di sempre: laurearsi.
Una storia che ricorda a tutti che il recupero non riguarda solo il corpo, ma anche identità, progetti e possibilità.
La giornata si è chiusa con il Coro Afasici di Fossano al Conservatorio Nicolini: un messaggio di rinascita attraverso la musica.
“L’ictus richiede uno sguardo integrato – spiegano i responsabili scientifici Francesca Antenucci e Giuseppe Rocca – in cui il confronto tra professionisti diventa fondamentale per migliorare i percorsi di cura e di riabilitazione”.
